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Presentata la campagna con Lo Stato Sociale, comincia il fundraising per Chiama ChiAma. Comunicato stampa.

 Il 21 novembre a Bologna, nella Sala Consiglio del Quartiere Santo Stefano, l'associazione MondoDonna Onlus ha presentato le sue iniziative per la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, dedicate al servizio Chiama ChiAma. In primo piano la campagna di fundraising #sportelliaperti, che vede come testimonial la pop band bolognese, e la mostra "Il senso del corpo" inserita nel calendario del Festival La violenza Illustrata. Alla conferenza stampa hanno partecipato la Presidente del Quartiere Santo Stefano Rosa Amorevole, la Presidente dell'associazione Loretta Michelini, Albi e Carota de Lo Stato Sociale.

Il titolo "Mandiamo in vacanza la violenza contro le donne" può sembrare troppo scanzonato, vista l'occasione. Ma il tono irrituale è legato alla presenza come testimonial de Lo Stato Sociale: la headline è proprio un riferimento al tormentone "Una vita in vacanza". Lodo Guenzi e compagni fanno dell'accostamento tra ironia e impegno civile la loro cifra distintiva, e anche stavolta non si smentiscono mettendo la loro popolarità al servizio delle "donne che ascoltano le donne".

#sportelliaperti vicino alle donne
Con i suoi nove sportelli antiviolenza in sette Comuni della Città Metropolitana di Bologna e nel distretto socio-sanitario di Riccione (Bologna, Granarolo, San Benedetto Val di Sambro, Argelato, Funo, Bazzano, Castello di Serravalle, San Giovanni in Persiceto, Cattolica), Chiama ChiAma è uno dei presìdi a tutela delle donne più diffusi sul territorio, un centro antiviolenza "di prossimità". La campagna ricorda che un servizio è tanto più efficace quanto più è vicino a chi ne ha bisogno. E i dati sulla violenza di genere descrivono un fenomeno grave, anche vicino a noi.

I numeri della violenza maschile a Bologna e in Emilia-Romagna
Nella nostra regione sono avvenuti 11 femminicidi e più di 3.500 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza, nel solo 2016. Nello stesso anno, da qui sono arrivate 870 chiamate al 1522, numero nazionale antiviolenza (il 4,8% del totale). Tra il 2013 e il 2016, sono stati denunciati 3.200 casi di violenze a Bologna. Ma secondo le stime, solo il 12% delle vittime sporge denuncia*: per questo, i dati raccolti dai centri antiviolenza sono particolarmente indicativi. Le sei associazioni firmatarie dell'accordo della Città Metropolitana di Bologna nel 2016 hanno accolto 1.031 nuove utenti. Da dove vengono? Al 65% per cento sono italiane. Una proporzione che si ribalta nel caso di Chiama ChiAma: delle 95 donne che si sono rivolte allo sportello nel centro del capoluogo, 75 sono cittadine di altri paesi. Una differenza data dallo storico impegno della "casa madre" MondoDonna Onlus in favore delle donne migranti. E una conferma del fatto che la violenza maschile non fa discriminazioni.

*Fonti: Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere della XVII legislatura; Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Coordinamento centri antiviolenza della Regione Emilia-Romagna.

Il servizio Chiama ChiAma e i suoi costi
Attraverso gli sportelli antiviolenza, una donna in difficoltà entra in contatto con un team specializzato che offre ascolto e orientamento, sostegno psicologico e consulenza legale. In modo del tutto gratuito per le utenti. Uno sportello Chiama ChiAma ha un costo complessivo di circa 220 euro per giorno di apertura, finanziato dalle istituzioni locali (Comune e Città Metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna). Per garantire la continuità del servizio sul territorio senza interruzioni e per potenziarlo, nasce la campagna #sportelliaperti.

Il fundraising creativo con Lo Stato Sociale.
La raccolta fondi è l'obiettivo principale della campagna: tutti gli strumenti portano al sito www.chiamachiama.org  , attraverso cui fare le donazioni. Ma #sportelliaperti vuole anche contribuire a sensibilizzare il pubblico, specie quello più giovane. Ed ecco spiegate le frasi teaser sulle t-shirt dei ragazzi de Lo Stato Sociale, che lanciano spunti di riflessione sul sito e sui social.
• Carota: "Voglio aprire gli sportelli. Vogliamo tenere aperti gli sportelli antiviolenza Chiama Chiama, perché chi è chiusa in una relazione violenta ha bisogno di una via d'uscita."
• Lodo: "Voglio una psicologa. E anche un'avvocata, un'antropologa... perché per aiutare chi subisce violenza ci vogliono delle professioniste preparate."
• Albi: "Voglio mettere il dito. Tra moglie e marito, fidanzato e fidanzata... se c'è violenza, non è amore. E non possiamo rimanere lì senza muovere un dito."
• Bebo: "Voglio fare il testimonial. E anche tu puoi metterti nei nostri panni: per diffondere #sportelliaperti non ti serve neanche la t-shirt. Basta dirlo agli amici."
• Checco: "Voglio darti un Iban. Ma puoi donare anche con la carta di credito su www.chiamachiama.org . Sembra un messaggio poco romantico, ma è un vero gesto d’amore."

Ma il primo messaggio forte della campagna è proprio la presenza di cinque uomini come testimonial. Una scelta che sottolinea la necessità di una presa di coscienza maschile sulla violenza di genere. "Un fenomeno che colpisce le donne ma è responsabilità di uomini di ogni provenienza e categoria sociale - ribadisce la Presidente di MondoDonna Onlus Loretta Michelini - Di chi agisce in prima persona, di chi ancora oggi diffonde la cultura di subalternità della donna che favorisce la violenza. E anche di chi, senza dir nulla, si gode le conseguenze della disparità da una posizione di vantaggio. Diamo il benvenuto agli uomini che seminano qualche dubbio e si mettono in gioco. Magari con un sorriso, come i ragazzi de Lo Stato Sociale!"

"Il senso del corpo" e le altre iniziative per il 25 novembre
Sempre oggi al Baraccano, nella Sala Esposizioni Cavazza, alle 17:30 Chiama ChiAma inaugura la mostra "Il senso del corpo": l'istallazione raccoglie gli elaborati e le voci delle donne italiane e migranti che hanno partecipato ai laboratori condotti dalla psicologa Eliana Di Tillo presso lo sportello Chiama ChiAma di Bologna. L'esposizione può essere visitata fino al 28 novembre. Il calendario di Chiama ChiAma comprende anche molti altri appuntamenti distribuiti sul territorio regionale.

"Il 25 novembre è l'occasione per coinvolgere il pubblico più ampio e plurale possibile - conclude la presidente dell'associazione - istituzioni e cittadinanza, italiane e migranti, donne e uomini. Perché la violenza di genere ci riguarda tutte e tutti."

Scarica il comunicato stampa completo, la locandina e le immagini della campagna (immagine principalet-shirt 1t-shirt 2t-shirt 3t-shirt 4t-shirt 5)

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