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incontro

Lo SPRAR, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, è un progetto nazionale costituito dalla rete degli enti locali che con il supporto delle realtà del terzo settore garantiscono interventi di "accoglienza integrata" a donne, uomini e minori richiedenti protezione internazionale. A Bologna il progetto è gestito in partnership con ASP Città di Bologna, Consorzio Arcolaio e Coop LaiMomo.

Destinatari

I destinatari delle attività di accoglienza gestite dall’Associazione MondoDonna Onlus sono 31 donne, uomini e minori richiedenti asilo, rifugiati, titolari di protezione umanitaria e sussidiaria che abbiano deciso di aderire al progetto SPRAR del Comune di Bologna. 

Le strutture

L’Associazione MondoDonna gestisce 5 strutture di accoglienza per richiedenti protezione internazionale. La prima, inaugurata nel 2009, Casa dell'Agave ospita fino a 11 donne sole o con minori a carico. Casa Jacaranda aperta nel 2013 ospita 10 uomini. Casa Paleotto inaugurata nel 2014, ospita 10 donne sole o con minori. Casa della Viola inaugurata nel 2015, ospita 12 persone, tutti componenti di nuclei familiari. Casa Ibisco, inaugurata nel 2015, ospita 8 persone, nuclei familiari.

Obiettivi

L’obiettivo è garantire alle e agli ospiti l’accoglienza e il sostegno necessario per consolidare l’autonomia socio-economica e l’integrazione nel territorio. Attraverso il lavoro dell’équipe educativa i beneficiari e le beneficiarie sono accompagnati nel riconoscimento di protezione internazionale e, attraverso un progetto personalizzato, al raggiungimento dell’autonomia economica, sociale e abitativa.

La permanenza in progetto, oltre che come fase di stabilizzazione amministrativa e sanitaria, trova il suo valore pedagogico nell’accompagnamento verso l’incontro e l’inserimento nella realtà “esterna”: tutto il percorso ha come fine quello di rafforzare e sviluppare competenze e strumenti per una vita responsabile ed autonoma.

Metodologia

La metodologia di lavoro si fonda sullo strumento del progetto individualizzato come progetto aperto e flessibile, che si compone progressivamente durante una sequenza di colloqui secondo obiettivi graduali e concordati tra operatori e ospiti. 

La co-costruzione del percorso con l’ospite è un richiamo alla responsabilità nei confronti del raggiungimento degli obiettivi del progetto, evitando passività disfunzionali.

Il percorso migratorio delle donne, degli uomini e dei minori accolti nel progetto è spesso caratterizzato da violenze e traumi, al fine di sostenere i beneficiari e le beneficiarie nella rielaborazione degli eventi l’Associazione si impegna a garantire percorsi di counselling o di psicoterapia individuale. È infatti a partire da una riappropriazione del sentimento di autoefficacia che gli ospiti e le ospiti possono pensare e pensarsi in un nuovo progetto di vita nel contesto di accoglienza.